Saturday, June 20, 2009

Viaggio nelle best practise del GREEN.IT e dell'ICT sostenibile: il ruolo dell'Enterprise Content Management in una paperless company

Abbiamo parlato nel precedente post che esistono alcune dimensioni immateriali percepite dal pubblico in maniera più rilevante di altre e che la valorizzazione di tali asset partecipa alla costruzione del valore dell’azienda. Tutte queste dimensioni si basano sul dominio e la condivisione della conoscenza.

L’obiettivo di raggiungere una paperless company non può ovviamente che essere legato ad una graduale adozione di processi operativi digitali, in quanto è necessario avere il tempo per capire le potenzialità offerte da questa pratica per adottarla diffusamente in azienda, avendo ben chiaro il discrimine tra attività possibili ed attività utili.


Non è solo un problema tecnologico ma necessita anche della valutazione dell'impatto sulla struttura

L’adozione infatti di una adeguata strategia ECM non si basa solo su una corretta implementazione tecnologica e funzionale, ma anche, anzi soprattutto, su una responsabile valutazione dell’impatto sulla struttura preesistente, in funzione delle potenziali resistenze culturali o psicologiche che una rivisitazione di un processo necessariamente comporta.

Il cambiamento di un processo, che non viene essenzialmente modificato nel suo workflow, se non per l’automazione di alcuni passaggi, avrà certamente un impatto limitato sul lavoro delle persone coinvolte, ma si corre il rischio di non perseguire tutti gli obiettivi di efficienza realmente raggiungibili. Di contro una eccessiva rimodulazione di un processo esistente può comportare una “teorica” ottimizzazione dei tempi, ma al tempo stesso si possono vedere ridurre i vantaggi effettivi a causa di un “rigetto” endogeno dell’organizzazione, evidentemente non in grado di recepire un cambiamento così radicale.

Inoltre la valutazione del ROI deve ovviamente tenere conto che i cambiamenti introdotti necessitano di formazione del personale coinvolto, ed il peso di tale costo non può essere trascurato nella valutazione dei benefici.


Un processo ricorsivo

La riorganizzazione del flusso dei processi operativi è un processo costante e ricorsivo che può essere suddiviso in 4 fase in stretta relazione
  • Assessment dei processi
  • Analisi
  • Ottimizzazione del workflow e degli strumenti
  • Valutazione dei risultati ed elaborazione delle metriche di misurazione
In particolare torno ad osservare la rilevanza dell’ultimo punto, che non sarebbe realizzabile in maniera opportuna in assenza di una adeguata automazione dei processi e che invece in tal modo amplifica la la conoscenza dei flussi operativi e la capacità di analisi sulla efficacia delle procedure e degli strumenti utilizzati.

Come si è detto la re-ingegnerizzazione dei processi trova le sue basi nell’adozione di una valida strategia e strumenti ECM. Anche L’Enterprise Content Management può essere scomposto in quattro fasi tra loro collegate in un processo perennemente ricorsivo:
  • Analisi ed integrazione dei sistemi di alimentazione delle informazioni
  • Organizzazione, categorizzazione ed archiviazione dei contenuti
  • Integrazioni con le altre informazioni e sistemi aziendali
  • Distribuzione ed arricchimento delle informazioni integrate

Friday, June 5, 2009

Microsoft fa Bing ed YouTube diventa XL... le grandi manovre del web prossimo venturo...

Periodo intenso di novità per i protagonisti del web... negli ultimi giorni Microsoft e YouTube rilanciano su due temi caldi: search engine e convergenza Internet-TV.

Microsoft lancia BING il nuovo motore "decisionale", di cui vi allego il link alla versione inglese, perchè in italiano sembrano essersi fermati ad una mera operazione di maquillage.

Come ovvio ne hanno parlato tanti e molti lo hanno provato ma, un po' perchè si tratta di Microsoft, un po' per la versione italiana limitata che ha creato molta confusione, e le opinioni sono contrastanti, così come i risultati. La filosofia (anche nella comunicazione!!) scelta è stata quella non di attaccare frontalmente Google, infatti è piuttosto evidente il tentativo di differenziarsi, consapevoli probabilmente di avere perso la battaglia con Live Search, definendolo soprattutto motore decisionale.

Dopo averlo provato (versione inglese ripeto...) credo che vi siano alla base alcune idee interessanti, che seguono la filosofia di ricerca per "passi successivi", che ben si concretizzano proprio nella sezione "shopping", che forse rappresenta la novità più interessante. Nulla che non esista già, perchè ricalca la filosofia dei motori specializzati nel confronto dei prezzi dei prodotti, ma è interessante averli portati all'interno del motore di ricerca generalista. Se consideriamo che alcune statistiche dicono proprio che ormai moltissimi consumatori utilizzano il web per formarsi un'opinione su acquisti (web e non web) è chiaro a cosa sta puntando l'azienda di Bill.

Come dicevo si tratta effettivamente di una versione beta e occorrerà molto tempo prima che giunga a maturazione, ma sopratttutto, al di là delle features innovative, molto dipenderà dalla "qualità" dei risultati delle ricerche. L'unico vero valore che potrà ridurre negli utenti web la Google Dipendenza.

Se mi è concessa (Ops!! volevo dire mi consenta.... !!) una battuta devo dire che a giudicare dai risultati che ho ottenuto su alcuni siti di cui mi occupo, tra cui questo blog, Bing non mi riserva le medesime attenzioni di Google e la cosa mi non piace troppo... :( poi però mi viene in mente che il blog è ospitato da Blogger (ottica Google) ed allora, come direbbe Crozza, mi sembra di capire la relazione... :).

A chi vuole approfondire ulteriormente consiglio questo articolo di Punto Informatico

Sempre un altro articolo di Punto Informatico su una ricerca sulle attitudini dei consumatori (americani.. ma tutto il mondo è paese), può essere una buona introduzione al secondo servizio di voglio parlare, lanciato invece da YouTube: la versione XL.

Una versione del celebre portale studiata per favorire la visione di contenuti sui maxi schermi LCD, ormai entrati in casa di tutte le famiglie dei paesi "ricchi". Ogni tanto viene fatto un esperimento per fa convergere televisione ed internet, ma ancora siamo ai primi passi, perchè seppure gli ultimi hanni hanno visto una grande crescita degli utenti di internet (per quantità, ma anche per qualità di servizi attivati), la televisione rimane di gran lunga l'oggetto preferito da una larghissima fascia di popolazione, soprattutto quella meno giovane. Inoltre larghe fette di popolazione non si trovano a proprio agio con mouse e tastiera, tant'è che anche nei videogiochi Microsoft ha estremizzato il concetto della console WII, quella senza fili con nuova tecnologia basata su sensori e webcam.

Tornando a YouTube essedno cambiato il punto di fruizione devono cambiare le funzionalità, non si tratta solo di qualità delle immagini, ma sopratutto di adattare l'interfaccia ad un sistema più elementare come la televisione ed al loro utilizzatore tipo. Ciò ha comportato la drastica riduzione dell'interattività e delle funzioni di networking, in pratica il bello del web... ma si sa... business is business

In questo caso le reazioni sono state più benevole, ma YouTube si sa, a differenza di Microsoft, gode di maggiori attenzioni da parte del pubblico.